02-05-2016

Così si intrappolano i talenti

Alessandro Rosina, La Repubblica (01/05/2016) «Certo che per i giovani italiani Zuckerberg e Jobs sono modelli. Ma sanno anche che l’Italia non è la Silicon Valley». Alessandro Rosina, 47 anni, professore di Demografia all’Università Cattolica è tra i curatori del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo. «Spesso le professioni digitali non corrispondono alle loro aspettative. Si trasformano in trappole».
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Intervista ad Alessandro Rosina
«Certo che per i giovani italiani Zuckerberg e Jobs sono modelli. Ma sanno anche che l’Italia non è la Silicon Valley». Alessandro Rosina, 47 anni, professore di Demografia all’Università Cattolica è tra i curatori del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo. «Spesso le professioni digitali non corrispondono alle loro aspettative. Si trasformano in trappole».
Anche il web ha le sue catene di montaggio?
«Il rischio c’è. L’innovazione non porta necessariamente a un miglioramento delle condizioni di lavoro, specie se non è orientata a valorizzare le competenze. Può tradursi in un impiego discontinuo o di routine, che non consente di crescere».
Molti ragazzi dell’Ict sono freelance. Scelta o necessità?
«I Millennials hanno una grande predisposizione a lavorare in autonomia, gestirsi tempi e obiettivi. Ma non vogliono essere soli, amano le relazioni. Per una falsa partita Iva, magari sottopagata, l’autonomia diventa isolamento».
Le aziende lamentano di non trovare professionalità digitali. Bella contraddizione.
«Sono mestieri che evolvono veloci e spesso il mondo della formazione non assicura ai ragazzi le competenze cercate dalle imprese. Che d’altra parte non sanno valorizzare i giovani professionisti, dando loro autonomia. Per un informatico è più probabile trovare un impiego coerente all’estero».
Per questo così pochi studenti in Italia scelgono l’ informatica?
«La consapevolezza di poter essere intrappolati in percorsi di basso profilo è cresciuta. Ma spesso manca il giusto orientamento, specie per le ragazze. Non avendo modelli da seguire, non riuscendo a immaginarsi programmatrici, pochissime si lanciano in questo percorso».
Le competenze tecnologiche non sono percepite come un ascensore sociale?
«I ragazzi vogliono fare startup, creare qualcosa di nuovo. Ma sanno anche che il web in Italia è meno che altrove motore di cambiamento. Che il cuore dei processi decisionali e produttivi non è in Rete».
Alessandro Rosina insegna Demografia all’Università Cattolica di Milano
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