09-10-2015

Enrico Letta torna alla politica ma per insegnarla in cattedra

A costo di apparire anacronistico, Letta rivendica la sua diversità rispetto al «conformismo» dell’era renziana e chiede ai cento giovani che, su 670, si sono aggiudicati un banco (gratis), profondità e competenza, piuttosto che velocità e spregiudicatezza.
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Terrà la lezione inaugurale alla scuola che apre oggi nella sede Arel di Roma. Tra i docenti, Schulz e Mogherini Monica Guerzoni, Corriere della Sera   Per Enrico Letta è il giorno del ritorno sulla scena italiana. Non più da politico di professione, ma da fondatore e docente della Scuola di Politiche che oggi apre i battenti a Roma, nella sede dell’Arel. Nella lezione inaugurale l’ex premier parlerà di Europa e ribadirà i fondamentali della sua visione del mondo: l’esatto opposto della serie americana «House of Cards», intessuta di trame e di intrighi per la conquista del potere.   La «diversità» A costo di apparire anacronistico, Letta rivendica la sua diversità rispetto al «conformismo» dell’era renziana e chiede ai cento giovani che, su 670, si sono aggiudicati un banco (gratis), profondità e competenza, piuttosto che velocità e spregiudicatezza. Gli illustri «colleghi» Tra i docenti della nuova scuola, l’ex presidente del consiglio europeo Herman von Rompuy, l’ex presidente del Wto (Organizzazione mondiale del commercio) Pascal Lamy, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, lady Pesc (rappresentante della politica estera dell’Unione europea) Federica Mogherini, il costituzionalista Sabino Cassese e quattro ex ministri del governo Letta (Emma Bonino, Filippo Patroni Griffi, Maria Chiara Carrozza, Enrico Giovannini). Unire e non dividere, è il motto della SdP. E chissà, scherzano gli addetti ai lavori, che i ventenni della Letta’s School non riescano un giorno a rottamare gli attuali leader quarantenni.

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