22-03-2016

Faremo tremare il tempo con i nostri sogni più grandi

di Danila Argirò, Classe C Noi, generazione di giardinieri, impariamo presto ad avere un orticello con i fiori più grandi e le essenze persistenti: sono i fiori delle nostre tappe, dei nostri traguardi, dei nostri inizi senza fine e li annaffiamo, ogni giorno, con le nostre occasioni.
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di Danila Argirò, Classe C Un lunedì di primavera desiderata, il silenzio cede i suoi poteri tra spazio e tempo in una tragedia indescrivibile. Immagini che scorrono imperterrite, voci e titoli di giornale che non avremmo mai voluto leggere né sentire, generazione di costruttori nel mondo. Abbiamo sentito il cuore scoppiare di tristezza e amarezza, noi, generazione di sognatori. Così ho immaginato loro avvicinarsi ad un finestrino e osservare il presente tra pensieri e idee, progetti, intrecciando un futuro e una volontà irresistibile di non fermarsi. Chi viaggia impara presto a sentirsi protagonista di attimi. Un attimo e sei giù: un altro autobus. Un attimo e sei su: un altro volo. Un’altra panchina dove attendere, oggi è inverno, domani è primavera  e sorvoli tra nuvole e soli che appaiono e scompaiono per mesi pronti a darti il meglio che una studentessa di vent’anni possa mai sperare. E più credi e più la strada sembra la tua vita. Quanti volti, quante parole spese, le stesse che quelle ragazze, Serena, Francesca, Elisa, Valentina, Lucrezia, avranno disegnato per aria più volte. Nessuna domanda avrà una risposta, nessun pregiudizio, nessun se e nessun ma. Chi ha imparato a sentirsi parte di questo immenso mondo, ha imparato a dare valore al tempo, a quei minuti e secondi che scorrono senza tregua e le corse sono infinite. Ad ognuna di loro, vedo uno zaino e una valigia piena di ambizioni e passioni che sembrano poesie; ad ognuna di loro, occhi che si aprono ai più grandi spettacoli di entusiasmo e stupore; ad ognuna di loro, le sensazioni e le emozioni delle prime esperienze e degli impatti; a loro, i colori e i profumi delle strade attraversate.  Noi, generazione di giardinieri, impariamo presto ad avere un orticello con i fiori più grandi e le essenze persistenti: sono i fiori delle nostre tappe, dei nostri traguardi, dei nostri inizi senza fine e li annaffiamo, ogni giorno, con le nostre occasioni. Ad ognuna di loro: che i vostri passi possano essere così grandi da seguire i nostri piani, quelli che continueremo per voi; quelli che non ci fermeranno ma ci permetteranno di abbattere ogni barriera, in nome dei vostri sorrisi. Perché se quel tempo vi ha deluse, noi non ci abbatteremo e lo faremo tremare, per voi. Quel tempo, così distratto, se si potesse fermare, insieme a voi, generazione di guerrieri, lo faremmo vestire della felicità più bella, quella che non s’impone ma si scarta con leggerezza, come voi avrete fatto. Noi, viaggiatori del tempo, abbiamo imparato bene a saper gestire anche le paure più grandi. Vi teniamo la mano, sospese sui sogni. Buon viaggio, angeli!
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