03-02-2016

Iowa: important because it's the first

di Sara Perredda, Classe B Ogni quattro anni, i riflettori di tutto il mondo sono puntati su questo Stato di circa 3 milioni di abitanti che è chiamato a scegliere i suoi candidati tra il ventaglio di nomi che si profila per entrambi gli schieramenti.
1495151160 perredda
di Sara Perredda, Classe B Riparte dall’Iowa il testa a testa tra i candidati repubblicani e democratici, per accaparrarsi la vittoria in uno Stato tanto piccolo quanto cruciale per la corsa alla nomination. Dal 1972 la maratona delle primarie statunitensi prende il via dallo stato del Midwest, dopo la riorganizzazione avvenuta in seno al partito democratico in seguito alla crisi del ’68 causata da un diffuso malcontento per la guerra del Vietnam e per la questione razziale. L’Iowa fu designato come primo Stato dal quale partire, poiché, dato il suo sistema di caucus (particolare metodo di scelta del candidato) necessita di una meticolosa organizzazione. Da allora, ogni quattro anni, i riflettori di tutto il mondo sono puntati su questo Stato di circa 3 milioni di abitanti che è chiamato a scegliere i suoi candidati tra il ventaglio di nomi che si profila per entrambi gli schieramenti. Nonostante le sue sparute dimensioni, l’Iowa risulta essere un importate banco di prova, non solo perché dopo mesi di campagna elettorale è il primo vero riscontro tangibile del consenso di cui godono i candidati, ma soprattutto, per chi milita tra le fila dei democratici. Infatti risultati alla mano, dal 2000, chi ha vinto in Iowa (da Al Gore a Obama) è riuscito ad ottenere la nomination del partito[1]. Di contro per i repubblicani, un'eventuale sconfitta non sembrerebbe essere premonitrice dell’esito finale (in Iowa persero sia Romney che McCain). L’elettorato dello Stato non è particolarmente rappresentativo del melting pot statunitense. La maggior parte della popolazione è bianca e non vi sono gruppi minoritari consistenti. La vocazione agricola del paese è il punto focale su cui i candidati si sono dovuti basare durante la campagna, in modo particolare incentrando la loro attenzione sulla produzione del bio-etanolo.   Nella sera del primo febbraio sono due le sfide su cui si sono incentrati i pronostici e forse mai, prima di oggi, i bookmakers sono stati così indecisi su chi puntare per la vittoria. Da un lato vi è il fronte democratico dove Hillary Clinton e Bernie Sanders si sono sfidati fino all’ultimo per racimolare consensi utili. La Clinton deve accontentarsi di una vittoria risicata (49,9% dei delegati contro il 49,5% di Sanders)[2] contrariamente a quanto auspicava: fino all’ultimo confidava in un successo schiacciante, occasione per dare uno slancio effettivo alla sua campagna elettorale. Piuttosto soddisfatto dell’esito delle consultazioni, Sanders si congratula con l’avversaria, consapevole che la partita è ancora aperta. Il Senatore del Vermont recupera terreno e commenta il risultato lanciando un attacco indiretto alla Clinton, accusandola a più riprese di rappresentare gli interessi delle lobby e di Wall Street. La tutela della parte più povera del paese e dei disoccupati saranno gli elementi chiave su cui Sanders punterà per colmare il gap con la Clinton. L’ex segretario di Stato, esordendo con un “What a night” sale sul palco al fianco dell’ex presidente nonché suo marito Bill Clinton e sua figlia Chelsea,  ringrazia tutti i cittadini dell’Iowa e ribadisce il suo impegno per garantire ad ogni cittadino americano il rispetto di tutti i suoi diritti. Sul fronte dei repubblicani la vittoria di Ted Cruz mette in crisi Donald Trump che si deve accontentare di un secondo posto ancor più difficile d’accettare, visto il poco distacco con l’altro candidato repubblicano Marco Rubio (rispettivamente 24,3% dei voti per Trump e 23,1% Rubio)[3]. Poco dopo aver saputo della vittoria, Cruz si lancia nel consueto discorso di ringraziamento nel quale inaspettatamente cita Obama, prima di prendere un volo per il New Hampshire, meta delle prossime primarie. L’esito del voto spinge Jeb Bush verso la rinuncia alla corsa alla Casa Bianca, sebbene sei mesi fa fosse considerato tra i favoriti alla nomination. La tornata elettorale in Iowa si conclude con uno scenario lontano dal definire quali saranno i rispettivi candidati che otterranno la nomination nei due schieramenti. Non resta che attendere il successivo appuntamento elettorale in programma il 9 febbraio in New Hampshire.   [1] http://caucuses.desmoinesregister.com/caucus-history-past-years-results/ [2] http://www.politico.com/2016-election/results/map/president/iowa [3] Ibid
Categorie
TOP