15-02-2016

La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica

di Siddhartha Pandit, Classe A Le scoperte di oggi sono importanti per due motivi. Il primo è che per arrivare alla scoperta si perfezionano tecnologie poi utilizzabili anche in altri campi. Il secondo è che le scoperte di oggi potranno essere utilizzate in futuro in modi che neanche possiamo immaginare, quando si svilupperanno tecnologie adeguate.
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di Siddhartha Pandit, Classe A Recente è la notizia del rilevamento delle onde gravitazionali, di cui tanto si è parlato ultimamente. Ricordo che durante una lezione sulla meccanica quantistica, il professor Carlo Jacoboni dell’Università di Modena rispose molto cautamente ad una mia domanda sulle onde gravitazionali e sull'esistenza dei “gravitoni”. Ero ancora studente al Liceo e volevo capire se c’era un modo per collegare le due teorie più importanti dell’ultimo secolo, le due teorie più chiacchierate anche dalla gente comune, quelle che spesso vengono confuse l’una con l’altra. E adesso mi rendo conto di quanto ci potremmo avvicinare a una connessione tra fisica quantistica e relatività generale. Ma in scienza bisogna stare attenti a non farsi trasportare dall'entusiasmo: questa straordinaria scoperta –che quasi sicuramente farà vincere un nobel per le numerosissime conseguenze che ha, oltre a quella citata –rappresenta l’inizio di nuovi studi e ricerche. Tantissimi ricercatori in tutto il mondo hanno contribuito a questo successo ma un grande merito va agli esperimenti LIGO (negli USA) e VIRGO (in Italia). Certo, un po’ di amarezza resta, in Italia. Il potenziamento e perfezionamento degli strumenti italiani è avvenuto con ritardo rispetto a quello degli strumenti americani, per via di minori finanziamenti e pochi scienziati. È probabile che quindi il Nobel vada agli Stati Uniti che sono riusciti a captare per primi le onde gravitazionali, nonostante alcune intuizioni fondamentali siano arrivate in Italia. Perché in Italia, il paese dei ragazzi di via Panisperna, della Montalcini, di Luria e tanti altri, non si riesce a produrre e a finanziare abbastanza progetti di ricerca di eccellenza e di respiro internazionale? Uno dei motivi è la mancanza di una cultura scientifica adeguata nel nostro paese. In televisione è raro che si parli di scienza, di università o di ricerca: non si fanno ascolti. Quando si discute su temi molto importanti il dibattito diventa politico, con i classici confronti da talk show tra chi è pro e chi è contro. Bisognerebbe invece invitare scienziati diversi che spieghino oggettivamente i risultati delle loro ricerche, in modo da permettere meglio una valutazione non basata sulle ideologie. Non per forza bisogna essere d’accordo con nucleare, OGM, ricerca sulle staminali embrionali; è però importante che si discuta di temi scientifici soprattutto attraverso i mezzi della scienza. Noto infatti tantissimi pregiudizi. Ad esempio, le immagini a risonanza magnetica si basano su alcune proprietà dei nuclei degli atomi. Ma guai a parlare di risonanza magnetica nucleare! Si farebbero subito strane associazioni che mobiliterebbero parte dell’opinione pubblica contro utilissimi strumenti della diagnosi medica. Da anni i provvedimenti per la ricerca, sono piccoli investimenti per il rientro dei “cervelli in fuga” ma l’Italia dovrebbe puntare ad attrarre i migliori cervelli del mondo, non solo quelli degli italiani all'estero. “La patria degli scienziati è il mondo” ed è normale che si muovano dove hanno più possibilità di mettere in atto le loro competenze. Ricerca vuol dire anche opportunità: l’industria investe dove la ricerca è avanzata. Pensiamo solo alla Huawei che ha investito in uno stabilimento vicino a Milano assumendo decine di ricercatori italiani, che altrimenti sarebbero chissà dove in giro per il mondo. Ma non basta la ricerca finanziata da aziende private che ovviamente hanno fini economici e spesso non sono interessate a scoperte che potrebbero avere un impatto fortissimo sulla società. Penso alle case farmaceutiche o alle ricerche fatte sui danni del fumo. Se queste fossero state portate avanti soltanto dalle multinazionali del tabacco, noi non avremmo saputo niente. Bisogna investire in ricerca pubblica oltre che in formazione di ricercatori. E badate bene che non solo la ricerca ingegneristica o medica è importante. Spesso sottovalutiamo e screditiamo la ricerca di base. “Risolto il problema della fame del mondo?”, “Cosa cambia per pensionati e disoccupati?”, “Come facciamo a  sapere se tutto questo è vero, mah”, “Chi se ne frega???”. Sono solo alcuni dei commenti alla notizia delle onde gravitazionali che ho letto su Facebook. Le scoperte di oggi sono importanti per due motivi. Il primo è che per arrivare alla scoperta si perfezionano tecnologie poi utilizzabili anche in altri campi. Il secondo è che le scoperte di oggi potranno essere utilizzate in futuro in modi che neanche possiamo immaginare, quando si svilupperanno tecnologie adeguate. Una volta stavo parlando con un mio amico di effetto tunnel, roba dei primi decenni del Novecento. “Le particelle hanno una probabilità diversa da zero di attraversare spontaneamente una barriera”. “E allora?”. “Il tuo cellulare funziona grazie a questo principio!”. Non se l’aspettava.    

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