30-06-2016

La Scuola di politiche al servizio dei giovani: quattro ottimi motivi per candidarsi

È aperto in questi giorni il bando per la seconda edizione della Scuola, c'è tempo ancora fino al 3 luglio per candidarsi; nelle righe che seguono voglio spiegare perché se avessi vent'anni correrei a candidarmi, e perché sto suggerendo a tutti i ventenni alla mia portata di farlo.
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di Eleonora Voltolina Un paio di mesi fa sono stata invitata a parlare alla Scuola di politiche dell'Arel, il progetto voluto da Enrico Letta per offrire una formazione politica ai più giovani e diretto dal deputato Marco Meloni. È aperto in questi giorni il bando per la seconda edizione della Scuola, c'è tempo ancora fino al 3 luglio per candidarsi; nelle righe che seguono voglio spiegare perché se avessi vent'anni correrei a candidarmi, e perché sto suggerendo a tutti i ventenni alla mia portata di farlo. Primo, perché si imparano tantissime cose interessanti. La scuola offre l'opportunità di seguire seminari di eccezionale valore didattico; in alcuni casi i docenti sono studiosi eminenti, personaggi che hanno ricoperto e ricoprono incarichi-chiave nelle amministrazioni pubbliche e nei governi. Solo per fare qualche nome:  Emma Bonino, Pascal Lamy, Herman Van Rompuy, Marc Lazar, Sabino Cassese, Giorgio Napolitano. Sì, persone così. Secondo, perché è una scuola di respiro internazionale, che insegna e pungola a guardare al di là dei confini italiani, imparando come funzionano le amministrazioni, le competizioni elettorali, i dibattiti dell'opinione pubblica in altri Paesi. Una modalità di studio e approfondimento che apre la mente. Terzo, perché è divertente e appassionante. Negli occhi dei 100 ragazzi che ho incontrato durante il mio seminario ho visto energia, intelligenza, curiosità; non solo per le tante cose apprese, ma anche per la modalità. La possibilità di incontrare giovani al di fuori del proprio cerchio e della propria comfort zone: lontani per geografia, indirizzo di studi, inclinazioni, gli allievi della scuola di politiche si trovano a fare questo percorso insieme e imparano l'uno dall'altro, alcuni diventano amici; sicuramente faranno network, negli anni a venire, si scambieranno informazioni e sostegno, e questo li renderà più forti. Ultimo punto, perché la scuola di politiche dell'Arel  é economicamente sostenibile. Non significa che sia gratuita: a ciascun allievo corrisponde una retta, il cui valore è stabilito in 1000 euro. Ma questi soldi non sono chiesti agli allievi; per il primo anno se ne é fatta interamente carico l'Arel; per i prossimi venturi si cercherà di coinvolgere sempre più sponsor pubblici e privati che, con donazioni, contribuiscano con piccole o grandi quote a coprire l'ammontare delle rette, permettendo che questa scuola resti non onerosa per i ragazzi. Per quest'anno, anche se non si dovessero raggiungere i 100mila euro di contributi, comunque l'Arel garantirà la copertura. E dunque, consiglio spassionato: controllate se avete i requisiti per candidarvi (c'è tempo fino a domenica 3 luglio), e se non li avete, diffondete la voce ai giovani che conoscete che potrebbero essere in linea: questa scuola é un'occasione importante, e non certo soltanto per chi sogna di lavorare nella pubblica amministrazione.

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