26-01-2016

L’assicurazione europea contro la disoccupazione: una possibilità nell'assetto attuale dell’UE

di Marco Gentili, Classe A Il Trattato di Maastricht del 7 febbraio del ‘92 ha sancito le basi dell’Unione Monetaria Europea, ma oggi, ora dopo ora e a distanza di circa venticinque anni si sente più che mai il bisogno di creare un connubio tra unione monetaria e fiscale, obiettivo raggiungibile attraverso una prima azione: un’ assicurazione europea contro la disoccupazione.
1495151144 assicurazione europea

di Marco Gentili, Classe A Sono due gli incontri particolarmente rilevanti che hanno avuto luogo durante il Semestre di presidenza italiano. Quello del luglio 2014 tra i Ministri del Lavoro europei e l’altro del settembre 2014 tra i Ministri dell’Economia, fondamentali ed importanti per il dibattito intrapreso: la ricerca di un regime comune di assicurazione contro la disoccupazione. I promotori e i sostenitori di tale argomentazione la considerano un veicolo privilegiato di integrazione, uno strumento di stabilizzazione macroeconomica e, non da ultimo, un canale di solidarietà tra gli Stati Membri dell’UE. Il Trattato di Maastricht del 7 febbraio del ‘92 ha sancito le basi dell’Unione Monetaria Europea, ma oggi, ora dopo ora e a distanza di circa venticinque anni si sente più che mai il bisogno di creare un connubio tra unione monetaria e fiscale, obiettivo raggiungibile attraverso una prima azione: un’ assicurazione europea contro la disoccupazione. Un sistema europeo di assicurazione contro la disoccupazione a breve termine potrebbe contribuire in maniera positiva ed attiva ad arginare le implicazioni negative di carattere economico-sociale dell’ultima recessione. Il noto europeista Jacques Delors ha parlato di un vero e proprio paradosso che vede in contrapposizione un miglioramento della legislazione sociale, attraverso l’introduzione di nuove norme lavorative e la realizzazione di una leale concorrenza all’interno dell’Unione, a cui però fa riscontro una profonda asimmetria, non certo colmata dalla moneta unica ed una diversa base fiscale del sistema previdenziale nazionale. Tra le varie proposte di policy avanzate in tale ambito è bene ricordare l’European Benefit Scheme o schema europeo di protezione minima, basato su un vero e proprio mix tra una protezione base fornita dall'Europa e quella top-up concessa dalle istituzioni nazionali di ogni Stato Membro. In sintesi il sistema europeo garantirebbe un sostegno di base durante la disoccupazione a breve termine, mentre il singolo Paese sarebbe libero di applicare un contributo supplementare e pagare un’indennità di disoccupazione più alta. Come tutte le proposte presenta vantaggi bilanciati e crea inevitabili criticità. Se infatti da una parte si avrebbe uno stabilizzatore automatico, sicuro ed immediato contro gli shock asimmetrici e le insolvenze statali, dall'altro si potrebbero creare dei deterrenti per cui i trasferimenti seguirebbero poche vie verso paesi-beneficiari con possibili risvolti permanenti e opportunistici (moral hazard), problematica questa legata anche alle eterogenee caratteristiche in materia del mercato del lavoro di tutti gli Stati partner. Bisogna infatti fare i conti con la tendenza dell’assicurato a ridurre la prudenza necessaria per evitare il più possibile il verificarsi dell’evento contro il quale è assicurato, essendo consapevole di non dover sostenere in prima persona i costi materiali legati all’avverarsi dell’evento dannoso. A fronte di ciò, chi e come finanziare questo complesso sistema? Numerosi sono i nodi da sciogliere sui dispositivi e sulla governance del meccanismo. Due dovrebbero essere i flussi che gli Stati monitorerebbero: da una parte l’ammontare dei contributi a carico dei lavoratori, da trasferire a Bruxelles, dall'altra le assicurazioni che Bruxelles dovrebbe pagare, tramite le autorità nazionali, ai disoccupati degli Stati Membri.[1] Il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan ha chiarito in un’intervista al «Financial Times» del 05 ottobre 2015 la posizione del nostro Paese in materia, sottolineando come la proposta di un sostegno comune alla disoccupazione avrebbe l’obiettivo primario di «convincere gli europei che l’Europa è parte della soluzione, non del problema». La Commissione Europea, continua Padoan, gestirebbe questo comune regime di sostegno europeo e riguarderebbe principalmente quei Paesi che subiscono un forte rialzo della disoccupazione, ecco quindi che tale proposta riguarderebbe nell’immediato i paesi del Sud Europa, ma potrebbe in futuro rivelarsi vantaggiosa anche per quelli del Nord, che potrebbero trovarsi esposti a choc economici rilevanti.[2] È necessario dunque concentrarsi su politiche che riducano il livello di disoccupazione strutturale, ovvero su quella forma duratura di disoccupazione che può resistere per decenni, perché a scatenarla sono fattori strutturali dell’economia non risolvibili nel breve periodo: molto spesso, ad esempio, i lavoratori presentano scarse competenze rispetto a quelle richieste dal mercato, vivono geograficamente troppo lontano rispetto alla disponibilità di occupazione e in molti casi rinunciano a lavorare perché i salari hanno raggiunto livelli eccessivamente bassi. Dare una risposta a tali problemi eviterebbe in parte azzardi morali e trasferimenti netti di lunga durata. Anche se l’indennità di disoccupazione nazionale rimarrebbe diversificata, ci sarebbe una base comune come tassello di costruzione di un sentirsi Europa.[3]   ARTICOLI FORNITICI: Il tema viene toccato da Luigi Zingales nel suo articolo su Il Sole 24 Ore del 14 gennaio 2016, “La strada (mai battuta) per evitare l’Eurogermania”; Un riferimento esteso per approfondire la questione è Gianfranco Becatti, Germana Di Domenico, Giancarlo Infantino, “Un’assicurazione europea contro la disoccupazione: contesto, analisi e proposte di policy”, Nota Tematica del Tesoro, 1/2015; Ministry of Economy and Finance, European Employment Insurance Scheme, 6/10/2015.   [1] INCA CGIL Observatory for social policies in Europe, Assicurazione europea contro la disoccupazione: il Commissario Andor rilancia la sua proposta. Accessed 21 January 2016. [2] Padoan propone un sussidio di disoccupazione Ue |La Repubblica.it, Economica & FinanzaAccessed 21 January 2016. [3] Di RQuotidiano, (10 settembre 2014). Eurocrisi, aiuto comune ai disoccupati per salvare la Ue e mantenere coesione, IlFattoQuotidiano.it / Lavoro & Precari.  Accessed 21 January 2016.

Categorie
TOP