02-10-2015

Letta e la Scuola di Politiche: invitare Matteo? Why not

Bocciati il presentismo e gli interessi personali, promuove principi come unità, libertà, lealtà, pensiero lungo e responsabilità.
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Monica Guerzoni, Corriere della sera Roma. La sigla sembra quella di una nuova forza politica. Ma Renzi può stare sereno: dietro l'acronimo SdP non c'è un partito, bensì la Scuola di Politiche che Enrico Letta ha intitolato ad Andreatta e presentato alla Stampa Estera. L'ex premier sale in cattedra e si porta dietro, fra i 50 "prof" non retribuiti, quattro ministri del suo governo, Bonino, Carrozza, Giovannini, e Patroni Griffi. Il direttore è Marco Meloni e i cento studenti ascolteranno lezioni di nomi che contano in Europa, da Van Rompuy a Schulz. Letta ha arruolato anche la Mogherini, eppure è probabile che la scuola verrà percepita come un presidio culturale anti-renziano. Proprio quello che Letta "militante semplice" del Pd non vuole. Tanto che ha abbassato i toni e invita a non buttarla in politica, per concentrarsi sui valori. Bocciati il presentismo e gli interessi personali, promuove principi come unità, libertà, lealtà, pensiero lungo e responsabilità. Inviterà Renzi alla Sdp? La prima risposta è un secco no, ma poi Letta ride e apre: «Why not?». E quando gli chiedono se la scuola sia una tappa verso la rinvincita, magari al congresso del Pd, Letta si schernisce e strappa una risata ai giornalisti: «No, no e no!»
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