24-01-2016

Misericordia è politica: un ritratto di Giorgio La Pira

di Eleonora Cavazzoni, Classe A “Oggi, se vuoi fare del bene, devi fare politica”, diceva La Pira oramai anziano ai giovani. Per lui Politica non era sinonimo di furbizia, compromesso o calcoli elettorali. Era passione e amore per la verità. Per un radicato senso di giustizia che pervade ogni attimo della vita. Politica come “il modo più efficace per aiutare il prossimo”. Ecco la carità, ecco la misericordia.
1495151137 enrico mattei e giorgio la pira21
di Eleonora Cavazzoni, Classe A Nell'anno del Giubileo straordinario convocato da Papa Francesco, risulta interessante soffermarsi sulla parola chiave del momento: la misericordia. Una forte e genuina empatia con la sofferenza altrui che può perfettamente conciliarsi con l'impegno sociale e politico. Un prestigioso esempio di ciò è stato dato da Giorgio La Pira. Siciliano, conseguì la laurea in Giurisprudenza a Firenze, dove divenne docente universitario e stimato sindaco. Padre costituente, parlamentare e sottosegretario al Ministero del Lavoro di Fanfani. Uomo internazionalmente apprezzato, fu soprattutto terziario domenicano. Seppe coniugare una forte vocazione, maturata in giovane età e votata alla pace e alla fratellanza con un puntuale attivismo politico. Giovanni Paolo II commentò la sua vita, definendola come una “straordinaria esperienza di uomo politico e di credente”. Non è forse questa predilezione per i poveri, i sofferenti e i bisognosi una manifestazione della misericordia? “Oggi, se vuoi fare del bene, devi fare politica”, diceva La Pira oramai anziano ai giovani. Per lui Politica non era sinonimo di furbizia, compromesso o calcoli elettorali. Era passione e amore per la verità. Per un radicato senso di giustizia che pervade ogni attimo della vita. Politica come “il modo più efficace per aiutare il prossimo”. Ecco la carità, ecco la misericordia. Per lui la contemplazione e la preghiera non erano altro che strumenti posti da Dio nelle mani di un cristiano che poneva se stesso a sua volta nelle mani della collettività. Con umiltà e creatività, La Pira, seppe innovare una città e divenire architetto della Carta Costituente. Scalfari lo descrisse come un "uomo di vasta cultura". Celebri e dal significato attuale sono le lettere che La Pira scriveva a personalità illustri, come il Pontefice. Nel 1958 a Papa Pio XII espose un pensiero che da tempo orientava il suo agire: rendere il Mediterraneo il segno dell'incontro tra popoli diversi, il superamento delle barriere politiche, etniche, economiche, religiose e culturali. Concepire il "Grande lago di Tiberiade" come il mare capace di convergere le tre religioni monoteiste della famiglia di Abramo. Una "resurrezione della civiltà teleologale" che veda l'Italia come un punto di rilancio della fede e pietra d'angolo politica e civile. Un progetto dalle sfumature ancora oggi attuali. Da qui comprendiamo come le riflessioni e le preghiere, ma anche lo spirito e l'intelletto di questo grande Sindaco fossero concentrate in una sorprendente, ma non ancora realizzata, intuizione storica dai tratti rivoluzionari. Ma la cultura e la genialità di La Pira emersero anche tra le aule parlamentari. Insieme a colleghi provenienti da altre esperienze e contesti, con forti e distinte ideologie politiche, seppe progettare una nazione repubblicana e democratica. Membro della Commissione dei 75, partecipò alla Prima Sottocommissione. A lui dobbiamo l’articolo 2, inserito nella sezione "Principi Fondamentali". Personalità eccezionali e ispirate come la sua ci devono far riflettere. Gli anni che La Pira dedicò allo studio e all'approfondimento devono, soprattutto per noi giovani, essere un esempio stimolante per una costante crescita culturale. La sua attenzione alla sfera sociale, alla politica concreta, al costante dialogo con gli avversari e con i sindaci di tutto il mondo fa dunque percepire l'esigenza di riforma del contesto politico attuale. Sorge spontanea una domanda: come attuare nell’odierna realtà politica nazionale ed europea questa misericordia politica? Senza fondamenti etici la Democrazia rischia di deteriorarsi nel tempo. Come disse lo stesso La Pira, bisogna lasciare “l'orto chiuso dell'orazione, bisogna scendere in campo”. Ecco dunque un invito rivolto ai cattolici a passare dalla preghiera all'impegno sociale. Ammirando importanti personalità del passato potremo migliorare questo nostro Paese. Non con uno sterile e opportunista attaccamento a valori o simbologie, ma con uno sporcarsi le mani che riconduca Cristo e la sua misericordia al centro della vita. Ma La Pira, con la sua propensione ai poveri e ai lavoratori ­– soggetti generalmente appartenenti alle politiche di sinistra ­– potrà stimolare anche i non fedeli, essendo lo stesso Sindaco spesso definito un "pesce rosso nell'acquasantiera".
Categorie
TOP