11-02-2016

Togliere i libri alle donne. Risposta a Camillo Langone

di Virginia Volpi, Classe A Ha invitato i padri a “pensarci bene prima di mandare all'università le figlie” perché, secondo lui, “la laurea delle donne è causa del declino demografico”. Ci ha provato e riprovato Camillo Langone e, nella sua rubrica sul Foglio “Preghiera” di qualche giorno fa, ha rilanciato una tesi che gli è cara da alcuni anni: le donne, distratte dai libri, hanno smesso di fare figli.
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di Virginia Volpi, Classe A Ha invitato i padri a “pensarci bene prima di mandare all'università le figlie” perché, secondo lui, “la laurea delle donne è causa del declino demografico”. Ci ha provato e riprovato Camillo Langone e, nella sua rubrica sul Foglio “Preghiera” di qualche giorno fa, ha rilanciato una tesi che gli è cara da alcuni anni: le donne, distratte dai libri, hanno smesso di fare figli. Ora, Camillo Langone non è donna e, per sua stessa ammissione, non ha fatto l’Università. Eppure, non ci risulta avere figli, pertanto dà anch’egli il suo contributo al declino demografico. Mi duole attaccare sul personale, ma sono costretta a una legittima difesa, privata e di genere. Ho 19 anni, frequento il primo anno di Giurisprudenza a Pisa e la Scuola di Politiche a Roma e non ho affatto escluso dalla mia vita il progetto di diventare madre. Come tante altre ragazze. Ma, per ora, mi piace studiare e continuerò a farlo. Era da poco scoccato l’Ottocento quando il Conte Monaldo, in casa Leopardi, scriveva: «La femina è bravissima in latino … e ancor di più lo sarebbe nelle scienze, ….ma… non mi piaccion le donne leterate». È vero, siamo un paese legato alle tradizioni, compresa quella di tener le donne in casa. Così tanto ancorato al passato che all’arrivo di Rouhani si è rispolverato il cinquecentesco Braghettone e insacchettato le statue capitoline. Così tanto che pochi giorni fa un pezzo d’Italia è sceso in piazza a difesa della famiglia definita, per l’appunto, tradizionale. Si dovrebbe però sapere, come scrive l’UNESCO in un rapporto del 2010, che «l’alfabetizzazione è un diritto fondamentale e un trampolino di lancio non solo per raggiungere l’istruzione per tutti, ma anche per eliminare la povertà e ampliare la partecipazione nella società». La civilizzazione passa dall’alfabetizzazione, dall’istruzione, dalla cultura. Il Niger, primo per tasso di fecondità (7,19) è 145esimo nella classifica del PIL. La Guinea- Bisseau, seconda per tasso di fecondità, è 181esima nella scala mondiale del PIL. L’Afghanistan, terzo per tasso di fecondità, è 107esimo per PIL. E si potrebbe continuare. Viceversa gli Stati Uniti, 126esimi per tasso di fertilità, sono primi per PIL. Allora? Allora, la natalità nei paesi sviluppati non aumenterà togliendo i libri alle donne e non mandandole  all’Università, come consiglia Langone. Nascerebbero più bambini, forse, se si facilitasse  l’alternanza figli-lavoro e si supportasse di più la maternità. E se poi, come alcuni sostengono, non bastasse nemmeno una politica di questo tipo − in Germania ci sono lavoro, servizi ed asili, ma il tasso di natalità è comunque basso − allora significherebbe che la società e la famiglia stanno mutando. Anzi, senza mettere il condizionale, significa che la società non è più solo un insieme di famiglie, come diceva Aristotele, che la famiglia non è più solo il matrimonio e che il matrimonio non ha più solo un fine procreativo. Ci stiamo avviando verso un nuovo modello di famiglia e di società, sul quale  probabilmente ci stiamo stabilizzando? È possibile.  Il tasso di fecondità per donna, ad esempio in Italia, è basso ma stabile dagli anni Novanta. Demografia senza dubbio in declino ma non in crollo, e, anzi, con una stabilità ritrovata pure a un livello inferiore. Del resto, come ha suggerito Diamanti, sono molte le donne laureate che, fuggite all’estero per cercare lavoro, hanno là trovato anche l’amore e messo su famiglia e figli. E poi non sarebbe l’ora, forse, di uscire dalla mentalità locale e smettere di fare riferimento alla natalità nazionale, in favore di una natalità Europea? E per finire, questa tempesta perfetta che sono i flussi migratori non potrebbe riservare delle sorprese e delle risorse, per l’Europa e anche per l’Italia? Insomma, processi complicati, in divenire, non banalizzabili. Per capire i quali, signor Langone, servono libri e lauree. Precipuamente per le donne.
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