Summer School

La Summer School è l’evento principale della Scuola di Politiche

Quattro giorni di formazione, che si tengono ogni anno a Cesenatico nella seconda settimana di settembre, che consentono a oltre 250 giovani tra i 18 e i 30 anni, di confrontarsi con alcuni tra i protagonisti più autorevoli della scena italiana ed europea.

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Il programma della Summer School 2019.

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Il concept

Italia Mondiale è il titolo della quarta edizione della Summer School della Scuola di Politiche fondata da Enrico Letta e diretta da Marco Meloni. Dal 12 al 15 settembre oltre 250 giovani tra i 18 e i 30 anni si daranno appuntamento a Cesenatico, per dialogare e confrontarsi con tanti protagonisti dello scenario pubblico italiano e internazionale. Una contaminazione di esperienze e visioni dalle quali trarre slancio, ispirazione ed energia per affrontare le sfide del presente e “formare il futuro”.

L’evento di quest’anno è dedicato all’Italia. Italia Mondiale è l’Italia che si interroga sulla sua identità e che si confronta con il mondo. Un’Italia fatta di luci e ombre, con grandi potenzialità ed eccellenze nel mondo dell’imprenditoria, della ricerca, della cultura e dell’innovazione, capaci di competere a livello globale e di esportare valore e talenti. Ma anche coi suoi divari, che tendono a crescere anziché colmarsi. Parleremo dunque delle tante “Italie”, di un Paese orgoglioso delle sue realtà virtuose ma anche ferito da troppi anni di difficoltà e stallo. Un Paese proiettato nel futuro, ma costretto a fare i conti con le zavorre che rendono affannoso il cambiamento.

Il nostro viaggio nell’Italia Mondiale si articolerà in una serie di concetti-chiave che saranno sviluppati in 4 giorni di workoshop, incontri e dibattiti: Pensare l’Italia (Le parole per pensare l’Italia, Il sovranismo europeo e globale); Le ferite dell’Italia (La trappola della povertà e la crisi della mobilità sociale; Le mafie e il controllo del territorio, Zone interne, aree urbane, la grande crisi di Roma). La forza dell’Italia (La forza dell’impresa, I semi dell’innovazione sociale, Cultura e creatività, La qualità della vita e la sostenibilità ambientale). Il lavoro dell’Italia (I nuovi lavori, I nostri studenti al lavoro, il Job Matching Program SdP); Il futuro dell’Italia (L’Italia della scienza e della tecnologia, Politech/politica e tecnologia, La rete dei talenti italiani all’estero).

Parleremo dell’Italia Mondiale non solo per disegnare una mappa ragionata del nostro Paese, ma soprattutto per avanzare idee e progetti per il futuro. Perché gli studenti della Scuola di Politiche siano lievito e innesco per il cambiamento di cui la nostra società ha bisogno. Questa è la “missione” di Scuola di Politiche: “formare il futuro” con una rete radicata in tutta Italia tra Roma, Milano, Torino, Genova, Cosenza, Cagliari, Bologna, e con una rete europea, con l’Erasmus della Politica a Parigi, Bruxelles e Berlino e con il nuovo appuntamento estivo, la prima edizione della Budapest European Agorà, la Summer School europea che si è tenuta dal 10 al 14 luglio.   

Come nelle precedenti edizioni, ci accompagneranno molti ospiti e speaker. Oltre a numerosi docenti della Scuola, tra i primi relatori che hanno confermato la loro presenza vi sono: Luca Cordero di Montezemolo, Enrico Bertolino, Francesco Boccia, Floriana Bulfon, Luca Bottura, Giannrico Carofiglio, Maria Chiara Carrozza, Paola De Micheli, Paolo Guerreri, Monica Guerzoni, Giuseppe Guzzetti, Fabio Martini, Andrea Montanino, Antonio Nicita, Giovanni Orsina, Nando Pagnoncelli, Paolo Pagliaro, David Sassoli.

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“Italia Mondiale” tra formazione, talenti e futuro

Quattro giornate di lavoro, diciotto incontri, dibattiti, tre corner, oltre 90 relatori, 260 ragazze e ragazzi dai 18 ai 30 anni. Sono questi i numeri della quarta edizione della Summer School della Scuola di Politiche, partita questo pomeriggio al Teatro Comunale di Cesenatico. Per i ragazzi si tratta di una nuova occasione per dialogare e confrontarsi con tanti protagonisti dello scenario pubblico italiano e internazionale. Una contaminazione di esperienze e visioni dalle quali trarre slancio, ispirazione ed energia per affrontare le sfide del presente e “formare il futuro”.

L’evento di quest’anno – organizzato dalla scuola fondata da Enrico Letta e diretta da Marco Meloni -  è dedicato all’Italia. “Italia Mondiale” è l’Italia che si interroga sulla sua identità e che si confronta con il mondo. Un’Italia fatta di luci e ombre, con grandi potenzialità ed eccellenze nel mondo dell’imprenditoria, della ricerca, della cultura e dell’innovazione, ma anche con i suoi divari, che tendono a crescere anziché colmarsi. Parleremo dunque delle tante “Italie”, di un Paese orgoglioso delle sue realtà virtuose ma anche ferito da troppi anni di difficoltà e stallo.

Le quattro giornate si articoleranno seguendo cinque concetti: pensare l’Italia tra populismo, sovranismo europeo e del nostro paese al centro del progetto europeo; le ferite dell’Italia tra lotta alla povertà, la crisi della mobilità sociale, le mafie, il controllo del territorio; la forza dell’Italia con le imprese presenti nel contesto globale, la sostenibilità ambientale e i semi dell’innovazione sociale;  il lavoro dell’Italia rappresentato anche dal Job Matching Program targato SdP e il futuro dell’Italia tra scienza, tecnologia e la rete dei talenti italiani all’estero.

Ad aprire la prima giornata di “Italia Mondiale” sono stati Grazia Iadarola, responsabile dell’evento e direttore esecutivo della Scuola di Politiche, i sindaci di Cesenatico Matteo Gozzoli e di Cesena Enzo Lattuca e di Marco Meloni, direttore della Scuola.  «Questo per noi è un anno dei record, la Scuola di Politiche sta crescendo sempre di più. Tantissimi studenti, moltissime candidature e, anche in questa edizione della Summer, tanti relatori. La Scuola si espande con altre sedi in Italia e con nuove attività» ricorda Meloni. «Siamo arrivati alla quarta edizione e per noi ogni anno è una sorpresa e un onore essere qui con tutti voi» racconta la Iadarola

Nando Pagnoncelli, di Ipsos Italia, ha raccontato “la Penisola che non c’è”, un Paese distopico: «Gli italiani spesso hanno in mente un Paese che non rispecchia la realtà. Voglio mettere in guardia rispetto a quello che è stato un tratto importante che ha caratterizzato la politica negli ultimi 25 anni,  cioè, la centralità che ha assunto l'opinione pubblica».

Il professor Giovanni Orsina e il direttore de l’Espresso, Marco Damilano hanno parlato dell’estate in Italia tra populismo e ritorno. «La “crisi di agosto” 2019 in Italia nasce dalla mancata corrispondenza tra vittoria della Lega in Italia e sconfitta in Europa» «Nella crisi italiana di agosto – ha aggiunto Marco Damilano - tra le varie vicende, abbiamo un presidente del Consiglio che, per la prima volta nella storia repubblicana, è sempre lo stesso con due maggioranze diverse. Nel 2018 l’Italia è stata il laboratorio del populismo europeo. Il Movimento 5 Stelle è passato dal “vaffa” alla pochette. Cosa può rappresentare? Una nuova sinistra, un nuovo centro?»

Alle 18.30, Laura Canali, cartografa di Limes, ha presentato la mostra dal titolo “L’Italia, cuore del mediterraneo”, nella quale saranno presentate 15 mappe sul ruolo dell’Italia nel Mediterraneo. La mostra, realizzata per Scuola di Politiche e ospitata negli spazi della Legnaia della Casa Museo “Marino Moretti” accanto al Teatro Comunale, resterà aperta al pubblico per tutta la durata dell’evento.

A chiudere la prima giornata della Summer School sono stati Roberto Maglione, professor of Practice presso la Business School dell’Università LUISS Guido Carli, Andrea Toselli, Presidente di PwC, che hanno raccontato come “Coltivare il talento, investire sul capitale umano” e Patrizio Bianchi, assessore alla scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro della Regione Emilia Romagna che ha parlato delle politiche industriali, formazione e ricerca della regione che ospita la summer school.

“Italia Mondiale” è anche sui social grazie agli account facebook e instagram @scuolapolitiche. Gli hashtag dell’evento sono #SummerSdP e #ItaliaMondiale

Summer School 2019 "Italia Mondiale"

Il primo giorno

La seconda giornata della Summer School 2019

La Summer School è l’occasione per avvicinare gli studenti della scuola al mondo del lavoro. La mattinata della seconda giornata a Cesenatico è infatti stata caratterizzata da incontri ed esercitazione per  arrivare al meglio alle selezioni di lavoro, da riflessioni sulle professionalità del futuro e da simulazioni di colloqui. 
Roberto Maglione, Professor of Practice presso la LUISS Business School e Senior Advisor della Scuola di Politiche, coordinatore, insieme a Elisabetta Calise, del Job Matching Program SdP, ha invitato gli studenti a “chiedere tutto ciò che non avete mai osato chiedere” ai 20 capi di selezione del personale delle maggiori aziende italiane a disposizione dei ragazzi (Paolo Barile, Riccardo Meloni, Pierangelo Scappini, Roberto Farina, Marco Guadagnuolo,  Flavia Mirabelli, Silvia Marinari, Ernesto Martinelli, Luca Ruggi, Silvia Gibertoni, Ivan Rebernik, Massimo Righetti, Flavio Campello, Claudio Minerdo, Cristina Fioravanti, Clemente Perrone, Guido Stratta, Alessandro Bernardini, Giorgia Celentano e Paolo Esposito).

Dopo il pranzo al Museo della Marineria, il pomeriggio si è aperto con l’intervento di Francesco Boccia, Ministro per gli Affari regionali e le autonomie. A proposito del tema delle autonomie ha sottolineato come sia fondamentale ripartire dai punti di condivisione che non possono non essere quelli scolpiti nella nostra Costituzione”.
“Io sono d’ accordo con Zaia e Fontana” ha aggiunto conversando con Luca Bianchi, direttore dell’Associazione per lo sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno (SVIMEZ)  “quando dicono che bisogna premiare le efficienze e sanzionare gli inefficienti” aggiungendo come sia però fondamentale costruire un modello di autonomia che sia attuazione di sussidarietà.
 
Il presidente della Scuola di Politiche, Enrico Letta, ha salutato gli studenti di questa edizione introducendo l’intervento di Gianrico Carofiglio,  che ha parlato “Della gentilezza e del coraggio”. “Sdegno ed indignazione possono sembrare la stessa cosa, ma sono diverse” ha detto lo scrittore. La prima è infatti una reazione rabbiosa e nutrita dell’uomo verso l’uomo priva di qualsiasi responsabilità, mentre l’indignazione è una prospettiva di cambiamento del mondo”
Ha poi parlato della gentilezza come strumento di chi è consapevole della necessità di non dividere il mondo in due parti e dunque come potente mezzo per sconfiggere il populismo.

L’ex presidente della Fondazione Cariplo filantropo, Giuseppe Guzzetti, accompagnato dalle domande di Massimiliano Cesare, ha parlato della centralità della sussidarietà nella nostra democrazia. “La solidarietà” – ha detto Guzzetti – “contribuisce a realizzare in concorso con le politiche pubbliche le condizioni materiali per una partecipazione democratica effettivamente libera”.
La seconda giornata della Summer School di Cesenatico si è poi conclusa con una visita alla Comunità di San Patrignano, che si occupa di accogliere oltre 1300 ragazzi con problemi di tossicodipendenza. 
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Summer School 2019 "Italia Mondiale"

Giorno 2

La terza giornata della Summer School 2019

L'industria e il lavoro sono stati i temi dei lavori della prima parte della terza giornata della Summer School.
Il Presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha raccontato agli studenti di come la sua regione sia riuscita a ripartire proprio attraverso un patto sul lavoro, firmato da tutte le parti sociali.
Parlando di industria, Andrea Montanino - Chief economist Confindustria - ha sottolineato come sia nostro interesse nazionale capire ciò che succede all’estero, essendo in una economia aperta".
"Sono convinto che esista una fonte di speranza importante: cioè che gli italiani siano migliori dell'Italia. La strada migliore per provare a ricominciare è quella di parlare delle persone” ha detto Domenico Arcuri, amministratore delegato Invitalia, sul tema “attrarre investimenti, ridurre i divari”.

E’ stato poi il momento del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli che ha parlato dell’Europa. “E’ successa una grande novità in parlamento” ha detto “nessuno è autosufficiente. Nessuno, a differenza del passato, è troppo forte per fare da solo. Il fronte europeista è allora una necessità per tutti. E’ necessario che ci sia discussione, dialogo, in modo tale che così il Parlamento abbia una sua prospettiva.”

“Mi sono riconosciuta in voi come giovane militante, nell’entusiasmo e nella curiosità con le quali ci si avvicina alle grandi questioni. Ogni scelta di politiche concrete avrà alle spalle quel bagaglio valoriale e culturale senza il quale si diventa schizofrenici e con il quale si riesce a fare capire la bontà delle scelte” ha detto Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sottolineando come il tema dell’equilibrio tra sicurezza e velocità delle infrastrutture sia centrale nel suo lavoro dei prossimi anni.
Floriana Bulfon, giornalista e scrittrice, invece, ha portato all'interno del teatro Comunale di Cesenatico portato il tema delle mafie.
E’ stato poi il momento del Presidente dell’European Statistical Governance Advisory Board  e del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. Enrico Giovannini e Sergio Costa hanno dialogato sul tema della ecologia dell’economia e sviluppo sostenibile. 
“Finché pensiamo che lo sviluppo sostenibile sia una questione puramente ambientale non capiamo come rispondere a chi sente, dal punto di vista sociale, di non avere futuro in un paese di un’area economica che non cresce” ha detto il primo. 
Sergio Costa ha ricordato come esista una economia che si intreccia con l’ambiente e dunque produce profitto; ”il Paese così può avere un risultato economico attraverso la tutela dell’ambiente” ha concluso.

L’ultimo intervento in teatro è stato dedicato al marchio Italia nel mondo, con l’esperienza di Luca Cordero di Montezemolo che ha raccontato quanto è stato importante per lui “mettermi intorno delle persone sempre più brave di me e provare ad avere dentro sempre il fuoco della curiosità e della innovazione”.
Gli studenti si sono poi suddivisi a lavorare tra tre corner sparsi in città e lo Spazio Policy Lab. La cena conclusiva al Grand Hotel di Cesenatico è stata l’occasione per festeggiare, tutti insieme, la Summer School 2019 e l'inizio della attività del nuovo Corso Annuale della Scuola di Politiche.

Summer School 2019 "Italia Mondiale"

Giorno 3

Giornata conclusiva della Summer School Italia Mondiale

La giornata conclusiva della Summer School di Scuola di Politiche, Italia Mondiale, è iniziata con l’intervento di Lucio Caracciolo, direttore di Limes, giornalista saggista e docente che, insieme al nostro direttore scientifico, Alessandro Aresu, ha discusso di una “nuova strategia per l’Italia”. A seguire, l’intervento del giornalista Paolo Pagliaro, che ha raccontato la sua idea di Italia Mondiale.

In chiusura di giornata, l’intervento del presidente della Scuola di Politiche, Enrico Letta, che ha salutato i partecipanti di questa quarta edizione insieme a due grandi ritorni sul palci di Cesenatico: Enrico Bertolino e Luca Bottura. “Questa Summer School - ha sottolineato Letta - è l’inizio di un anno affascinante per la Scuola di Politiche, che si appresta a vivere nuove esperienze di formazione. Andremo a Bruxelles, Budapest e a New York alla sessione delle simulazioni delle Nazioni Unite. Avremo nuove sedi. L’11 novembre in Calabria, ad Arcavata,inaugureremo un nuovo corso Impact. Ci sarà Cagliari e proseguiremo le attività a Milano, Torino e Genova”.

“Non fermatevi mai davanti nessun ostacolo, non smettete mai di imparare. Fate sì che questo anno sia un anno di rivoluzioni continue” è stato questo l’augurio e l’esortazione che il presidente Letta ha rivolto a tutti i partecipanti della Summer School 2019

Summer School 2019 "Italia Mondiale"

Giorno 4

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Summer School 2019

Vi presentiamo alcuni degli ospiti che saranno con noi.

Italia Mondiale

Dal 12 al 15 settembre alla Summer School 2019 di Cesenatico.

Gli ospiti

Scopri alcuni degli ospiti che saranno con noi a Cesenatico alla #SummerSdp #ItaliaMondiale

L'evento

Una scuola “itinerante”, patrocinata dal Comune di Cesenatico e dalla Regione Emilia Romagna, che coinvolge tutta la città: il Museo della Marineria, il Palazzo del Turismo, il Teatro Comunale, gli stabilimenti balneari.

Le attività

La Summer School si articola in sessioni plenarie, “talk” per gruppi di lavoro di 50 studenti, “corner” (dibattiti) tenuti da docenti della Scuola di Politiche, ospiti esterni, esponenti del mondo della cultura e delle istituzioni.

Il taglio metodologico sia teorico che pratico consente agli studenti di essere parte attiva delle giornate formative. All’Academic programme si affianca un Social programme, con attività culturali e di intrattenimento.

A caratterizzare la Summer School l'appuntamento con il Job Matching Project: un’occasione per presentare ai giovani partecipanti, con gli interventi dei capi delle risorse umane di grandi aziende italiane e internazionali, le modalità di reclutamento e valorizzazione delle risorse umane.

Inoltre, ci sono spazi dedicati allo sviluppo delle cosiddette “soft skills”: non solo contenuti, dunque, ma anche attività che stimolano la capacità di lavorare in squadra, di leggere la realtà con capacità critica e di confrontarsi con chi ha idee e storie diverse dalle proprie.

Summer School 2018

"Il moto irresistibile della Storia", è il titolo della Summer School che si è tenuta a Cesenatico dal 13 al 16 settembre 2018

Il concept

“Nel profondo, è una nuova umanità che vuole farsi, è il moto irresistibile della Storia. Di contro a sconcertanti e, forse, transitorie esperienze c’è quello che solo vale e al quale bisogna inchinarsi, un modo nuovo di essere nella condizione umana”.

Con queste parole, nel novembre del 1968, Aldo Moro descriveva gli eventi dell’anno che segnò un mutamento profondo della società occidentale.

Abbiamo scelto questo titolo per la terza Summer School della SdP non solo perché la figura di Aldo Moro evoca di per sé la vicenda della nostra ‘democrazia difficile’ e della sua crisi, manifestatasi - a dieci anni da quel discorso - nel tragico epilogo della sua vicenda umana.

L’abbiamo scelto perché ora come allora - e come in altri anni-8 - sentiamo di essere alla fine di una ‘età dell’oro delle certezze’. Nel mezzo di questo passaggio epocale sono necessari da un lato la bussola della storia, e dall’altro un approccio analogo a quello di Moro al ‘68: gli attori politici e i cittadini attivi devono misurarsi con la realtà dei cambiamenti in atto, per cercare di immettervi i propri valori, la propria visione delle cose. Per cercare di forgiare il futuro. Di formare il futuro - questa è la nostra missione - con gli occhi e le speranze dei ventenni di oggi: gli studenti della Scuola di Politiche.

Oltre al 1968 e al 1978, altri anni-8 segnano grandi stravolgimenti, positivi o negativi. Il 1848 delle rivoluzioni, il 1918 della fine del primo conflitto mondiale, il 1938 delle leggi razziali, il 1948 della Costituzione repubblicana e della scelta italiana per il consesso delle democrazie occidentali, il 1958 dell’entrata in vigore dei Trattati di Roma.

Alla Summer School ricorderemo quei fatti, ma ci concentreremo soprattutto sul passaggio 2008-2018-2028. Il 15 settembre 2008 Lehman Brothers annunciò il proprio fallimento, innescando una crisi, non soltanto finanziaria, che a dieci anni di distanza stenta ancora a definirsi superata. Gli ultimi dieci anni hanno colpito tutte le certezze: la democrazia rappresentativa, il libero mercato, il progresso tecnologico, l’autorevolezza della scienza, il multilateralismo, l’integrazione europea. Mentre l’Occidente è disorientato, altri moti irresistibili conquistano la scena: l’economia asiatica, la demografia africana. Per immaginare il 2028, allora, dobbiamo vivere nel ‘moto irresistibile della storia’ senza timori ma con una consapevolezza: libertà, benessere e coesione sociale non sono scontati. Dipende da ciascuno di noi se saranno ancora gli elementi fondanti della ‘storia del futuro’.

Il programma

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Il programma
Primo giorno

Ha preso il via oggi a Cesenatico la terza edizione della Summer School di Scuola di Politiche: “Il moto irresistibile della storia” è il titolo tratto dalle parole con cui Aldo Moro descriveva gli eventi del 1968, anno che segnò un mutamento profondissimo della società occidentale.

Il fondatore della Scuola, Enrico Letta, ha accolto i giovani partecipanti dicendo che le istituzioni sono invecchiate e che il lavoro di SdP serve anche a capire come renderle più accoglienti e ha concluso: “Noi dobbiamo prendere il testimone e cederlo a qualcuno dopo di noi, questo è il senso della vita. Se lo perdiamo, perdiamo il senso della storia, che è riconnettere presente, passato e futuro. Oggi più che mai questo è il messaggio da trasmettere ai giovani. Nella politica attuale, infatti, tutti pensano di essere unici e insostituibili. Invece la storia ci insegna che per fare del bene al nostro Paese bisogna avere il senso del testimone che si passa, bisogna mettere il proprio ego in secondo piano rispetto agli interessi delle persone".

A seguire, il saluto del direttore SdP, Marco Meloni, che ha sottolineato la missione della Scuola. “La risposta ai distruttori – ha detto Meloni - sono i giovani, che con la loro energia possono essere i veri motori del cambiamento e connettersi con le forze positive della società. La Scuola di Politiche cercherà di sostenere sempre più la capacità dei giovani italiani, agenti del cambiamento e portatori di valori positivi, capaci di sconfiggere i politici della paura e della distruzione”.

Il primo intervento della giornata è stato quello dell’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, che in un intervento dal titolo “Sviluppo del Paese e Capitale Umano” ha raccontato che sono tre i problemi fondamentali che l’Italia deve affrontare per avvicinare e fare dialogare capitale umano e sviluppo: il gap infrastrutturale, la valorizzazione della sua bellezza, il sostegno dell’offerta produttiva. L’Italia è un Paese straordinario, pieno di talento, entusiasmo e abilità, ma non sempre talento e abilità vengono messe in condizione di estrinsecare tutte le loto potenzialità. Dobbiamo costruire una relazione più lineare, meno filtrata e ostacolata tra sviluppo e capitale umano.

Il secondo intervento è stato quello di Amalia Ercoli Finzi, professore Emerito di Meccanica Aerospaziale che ha entusiasmato la platea con “Volare Alto”, in cui ha raccontato la sua esperienza di donna e scienziata: “Voglio parlare di due cose: di donne e di spazio. C’è una differenza fondamentale tra gli uomini e le donne, e per fortuna. Gli uomini sono più portati al ragionamento logico e lavorano molto sulle sensazioni, mentre le donne sul sentimento e le intuizioni. Perciò, se c’è bisogno di donne in una società è proprio la società di oggi”.

La direttrice di Euromedia Researh, nella sua analisi del 2018 “Zeitgeist 2018…” ha evidenziato come “C’è stato un cambiamento forte tra una politica con ideologia e una nuova politica: de-ideologizzata…Nel passaggio tra il 2017 e 2018 la politica è diventata una sorta di muro, la gente ha smesso di recepire la responsabilità del politico e ha abbracciato l’onda che poi ha coinvolto il voto: spazziamo via tutto, procediamo al cambio totale”.

La giornata si è conclusa con l’omaggio ad Aldo Moro con Marco Damilano e il suo spettacolo “Un atomo di verità”.

Secondo giorno

Oggi a Cesenatico si è svolta la seconda giornata di incontri, lezioni ed eventi della Summer School della Scuola di Politiche: “Il moto irresistibile della Storia”.

Tra gli incontri di oggi, insieme ai gruppi di lavoro, il dialogo tra Giovanni Floris e gli studenti di SdP, dal titolo: “Ripartire dalla Scuola”.

“Bisogna recuperare un rapporto con la realtà. Affidarci a una classe che è quella dei docenti perché è una rete che copre tutto il Paese, ha il possesso degli strumenti intellettuali e culturali per scegliere la classe dirigente del Paese”. Ha detto Floris ai ragazzi. “Dobbiamo ridare forza alla struttura della scuola: elementari, medie, istituti superiori e licei, perché oggi c’è un’assoluta sottostima dell’importanza del lavoro intellettuale per comprendere la realtà. Noi non risolviamo i problemi perché non riusciamo più a leggerli, questo ci porta a scegliere la classe politica non più sulla base delle nostre necessità. Non scegliamo più chi risolve i nostri problemi”.

La giornata è proseguita con un incontro con Enrico Letta e Marc Lazar: Popolocrazia. La metamorfosi delle nostre democrazie”.

“I populisti sia al potere hanno vinto culturalmente, stanno per trasformare le nostre democrazie. Questo è il fulcro di tutto. Nella democrazia ovviamente c’è il popolo ma anche il sistema di poteri e contropoteri; diverse strutture che limitano il potere del popolo. Il popolo sceglie ma dopo c’è lo Stato di diritto. La popolocrazia invece presuppone che il popolo sovrano non abbia limiti e in questa prospettiva cambia tutto”. Ha sottolineato Lazar, avvertendo che esistono due grandi sfide per il futuro delle democrazie.

Abbiamo anche populismi di sinistra a cui non diamo abbastanza importanza – la France Insoumise di Melanchon, Podemos in Spagna. E ogni populismo di destra e di sinistra utilizza una sua accezione di popolo. Per alcuni si parla di gente comune - in questo senso il popolo ha sempre ragione - per altri, il popolo è inteso come cittadino attivo, sempre in politica. Melanchon utilizza entrambe le versioni del popolo – il cittadino deve essere attivo, ma al contempo, parla al popolo come gente comune.

“Le sfide che si proporranno in futuro sono due. La prima: chi è per l’Europa e chi è contro e, se prevarrà questa ultima opzione, ovviamente i confini tra i partiti cambieranno. Sarà un anno cruciale quello delle elezioni europee. La seconda: che tipo di democrazia vogliono gli italiani? Il rischio è che la popolocrazia possa trasformarsi in un altro tipo di democrazia: quella illiberale. Da una parte ci saranno i liberali non più democratici, che non prendono più in considerazione il popolo, dall'altra, invece i populisti che si dicono democratici e non sono liberali. Questo è quello che accade ora in Ungheria”.

La giornata si è conclusa con l’incontro con Paolo Rumiz, dal titolo: “Come narrare la guerra”

“La memoria è una delle condizioni di sopravvivenza dell’Europa. Ricordare la guerra è fondamentale. Il tema di fondo che mi mobilita come cittadino, elettore e nonno, è come rilanciare questa memoria stanca, la memoria europea. Il quotidiano la Repubblica, anni fa, mi chiese di viaggiare su tutti i fronti della grande guerra, così ho visitato dal fronte occidentale a quello balcanico, a quello turco e, ovviamente, a quello italiano, portandomi dietro una serie di convinzioni: questa memoria per vivere nelle generazioni va rifondata. La voglia di Europa è nata a causa della guerra”.

Terzo giorno

Durante la terza giornata della Summer School SdP “Il moto irresistibile della Storia”, abbiamo ricordato l’anniversario dell’annuncio del fallimento di Lehamn Brothers, avvenuto proprio il 15 Settembre del 2008.

In un’intervista con Tonia Mastrobuoni di Repubblica, l’ex commissario UE agli Affari Economici e Monetari, Joacquin Almunia, ha ricordato gli eventi e parlato delle prossime sfide europee con queste parole: “Nel 2008 gli europei avevano la speranza che la crisi non valicasse l’Atlantico; ma era una speranza vana, invece è arrivata anche in Europa. Il grado di interconnessione delle economie europee è molto più elevato rispetto agli strumenti comuni che abbiamo per far fronte alla prossima crisi. Non sappiamo dove e quando arriverà la prossima crisi ma siamo sicuri che avverrà una prossima crisi, lo insegna la storia del capitalismo; e ora che non siamo in crisi e abbiamo forte la memoria della crisi del 2008, dobbiamo prendere delle decisioni. Però sembra che i governi, i leader europei, quando non c’è crisi sono più cauti nel prendere decisioni”.

A seguire, sul palco della Summer Sdp è intervenuto, l’ex ministro allo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti che ha sottolineato: “Dalla crisi del 2008, come mondo, abbiamo capito che, come minimo, l’eccesso di debito crea problemi. La grande crisi è partita dagli Stati Uniti e si è diffusa in tutto il mondo e ha avuto conseguenze non solo economiche, perché se noi oggi abbiamo questo grande malessere sociale e negatività nei confronti delle classi dirigenti è anche perché c’è stata quella crisi che ha dimostrato tutti i limiti della turbo-finanza, del liberalismo estremo e anche il modo in cui è stata gestita non ha soddisfatto. Debito avevamo e debito abbiamo, malessere avevamo e malessere abbiamo, diseguaglianza di reddito e di ricchezza avevamo e continuiamo ad avere. L’Europa si è data degli strumenti, così come gli Stati Uniti, hanno reso le banche più forti, obbligandole ad avere meccanismi di garanzia più forti, però se non stiamo attenti, quel tipo di bolla finanziaria, che poi ha causato i problemi dieci anni fa, è ancora sotto la cenere. E’ molto importante riguardare all’esperienza di dieci anni fa per evitare che ci ricadiamo dentro”.

La giornata si è conclusa con il dialogo con gli studente tra il presidente della Scuola di Politiche, Enrico Letta ed Enrico Mentana.

"Il continuismo ha perso" e "non servirà al nostro Paese". Quindi per il futuro "dovremo pensare l'impensabile". Così Enrico Letta ha invitatoi giovani partecipanti alla Summer School a Cesenatico di puntare alla "radicalità dei comportamenti e dei pensieri" perché altrimenti "non avrà alcun senso fare scuole di politica e fare formazione". "Quattro o cinque anni fa nessuno di noi, nessun giornalista affermato, nessun politico importante, nessun accademico competente, avrebbe mai immaginato che un miliardario come Trump potesse diventare presidente degli Stati Uniti - ha detto Letta -; nessuno avrebbe mai immaginato che il 60% italiani sostenesse un governo Cinquestelle-Lega; nessuno poteva immaginare che in Francia vincesse Macron, primo presidente francese che ha vinto fuori dai due partiti tradizionali". Tutto questo era considerato "impossibile". "Tutte le cose importanti della politica dei Paesi più importanti a cui facciamo riferimento quando pensiamo alla democrazia, gli Usa, la Gran Bretagna, l'Italia e Francia, in tutti questi Paesi è accaduto l'impensabile". "Noi dobbiamo abituarci ad applicare tra le nostre categorie mentali di pensare l'impensabile come la modalità di costruire il futuro - ha proseguito l'ex premier -. Se non pensiamo l'impensabile e non lo applichiamo, noi saremmo sempre sconfitti e perdenti. Il continuismo che ha perso è un continuismo che non servirà al nostro Paese. Solo la radicalità di un cambiamento profondo" può aiutare a immaginare e costruire un futuro. "Dovremo pensare l'impensabile, la radicalità dei comportamenti e dei pensieri sarà il nostro futuro e se non faremo così non avrà alcun senso fare scuole di politica e formazione".

Il video finale

Sono stati quattro giorni intensi e meravigliosi. Alcuni dei momenti di queste giornate: dall'arrivo degli studenti, all'accoglienza, alle loro aspettative per il presente e per il futuro, ai consigli dei tanti importanti ospiti di questa terza edizione edizione.

La rassegna stampa

Scopri cosa si è detto della Summer School.

La rassegna stampa
Summer School 2017

"Chiavi di Rottura: leggere il presente PER cambiare il futuro", è stato il tema della Summer School 2017 che si è tenuta a Cesenatico dal 14 al 17 settembre

Il concept

La complessità del mondo contemporaneo e la rapidità dei mutamenti in atto ci pongono dinanzi alla necessità di trovare ogni giorno nuove e più calzanti interpretazioni dell’attualità.

Migrazioni, terrorismo, populismi, democrazie liberali: i grandi temi del nostro tempo si presentano come un intricato groviglio di accadimenti che sfidano quotidianamente il nostro modo “ordinario” di interpretare la realtà, oltre che la capacità delle classi dirigenti tradizionali di governarla.

Le “chiavi di lettura”, regole in virtù delle quali tutto si spiega e appare nel suo vero significato, sono fondamentali per governare i mutamenti in atto e per intervenire sulla realtà cambiandola in meglio, come ambisce a fare la politica migliore. Per questo è necessaria una visione critica, innovativa, non scontata né conservatrice. Una rottura degli schemi pre-esistenti.

“Chiavi di rottura” è il titolo della Summer School. Un evidente scambio di parole, simili nella forma ma diverse nel significato, per suggerire che è necessario ripensare alle regole con cui interpretiamo i fenomeni, stimolare la riflessione collettiva, dare forma a un dibattito inedito.
Porteremo questo approccio nelle diverse sessioni in cui si articolano le giornate di studio e confronto di Cesenatico, fondate su una coppia di fenomeni: la crisi delle istituzioni, delle democrazie, dell’uomo occidentale, da un lato; le vie d’uscita, a livello individuale, collettivo e istituzionale, dall’altro. Lo faremo anche ricordando cosa è accaduto in Italia 25 anni fa, nell’estate del 1992, quando le istituzioni repubblicane sono state esposte a un rischio analogo solo a quello vissuto nella stagione del terrorismo, e si sono salvate grazie al sacrificio di persone che hanno saputo mettere al centro della propria vita – fino al punto di perderla – il senso dello Stato.

L'evento

200 ragazzi tra i 18 e 30 anni avranno la straordinaria opportunità di confrontarsi con alcuni tra i protagonisti più preparati della scena italiana ed europea. Il programma prevede l’apertura dei lavori con Pietro Grasso e la chiusura con Romano Prodi.

Ad animare la Summer School ci saranno gli alumni del corso 2016 e 2017, gli studenti ammessi al corso 2018 e quanti – selezionati a seguito di candidatura – decideranno di frequentare solo l’evento estivo della Scuola.

Una scuola “itinerante”, patrocinata dal Comune di Cesenatico e dalla Regione Emilia Romagna, che coinvolgerà tutta la città: il Museo della Marineria, il Palazzo del Turismo, il Teatro Comunale, gli stabilimenti balneari.

Ripensare alle regole con cui interpretiamo i fenomeni attraverso l’adozione di una visione critica, innovativa, non scontata né conservatrice: sarà questo il focus della manifestazione che, come suggerisce il titolo, gioca sulla sottile differenza tra “lettura" e “rottura” degli schemi pre-esistenti.

Il programma

Scarica il programma della Summer School 2017.

Il programma
Summer School 2016

Dove vai, Europa? È questo il tema della prima Summer School organizzata dalla Scuola di Politiche, fondata nel 2015 da Enrico Letta e diretta da Marco Meloni, che si è svolta a Cesenatico dal 15 al 18 settembre 2016.

Il concept

La Summer School, che ha coinvolto 200 studenti, è stata l'occasione, oltre che per un simbolico passaggio di testimone tra gli studenti del primo corso e gli ammessi al Corso 2017, per affrontare, insieme ad altri giovani, le grandi questioni che interessano il futuro dell'Italia e dell'Europa.